Diario di bordo Study Trip in Umbria.

“In un momento di difficoltà e profonda crisi, causata dalla pandemia prima e dalla guerra poi, è indispensabile lavorare insieme, per tendere all’autonomia del nostro territorio sotto l’aspetto della produzione energetica; altrettanto importante è quello di soffermarci sul concetto di rifiuto, quello che per alcune aziende è considerato uno scarto, per altre può rappresentare la materia prima per il proprio processo produttivo. In questo senso il ruolo del GAL è fondamentale per la messa in rete di tutti gli attori del territorio e la sensibilizzazione su questi temi”

Stefano Musanti

Presidente del GAL Campidano 

 

 

Il GAL Campidano fa tappa in Umbria con un tour nel Lago Trasimeno e nell’Orvietano per conoscere le aziende del territorio, esempi virtuosi di economia circolare.

Martedì 10 e Mercoledì 11 Maggio 2022, nell’ambito del progetto di cooperazione transnazionale denominato Global Eco – InnoEco, Eco innovazione per il circuito produttivo agroalimentare: verso un’economia circolare sostenibile nel Campidano”, avente l’obiettivo di sviluppare il concetto di economia sostenibile in Europa, la delegazione del GAL Campidano, insieme a quella del GAL “Valle umbra e Sibillini” e a quelle provenienti da Portogallo, Finlandia, Estonia e Lettonia, sono state ospiti del GAL Trasimeno-Orvietano per toccare con mano l’applicazione del modello di “Economia Circolare” utilizzata nei territori rurali, tema fondante individuato dalla strategia della UE nel periodo di programmazione 2014-2020 in materia di Green Economy.

Numerose le realtà visitate, eccellenze in termini di economia circolare e transizione verde, dalle aziende capaci di chiudere l’intera filiera, partendo dalla produzione, sino alla trasformazione e la vendita, a quelle che hanno fatto del riciclo dei materiali, un brand di successo nell’alta moda.

 

 

DIARIO DI BORDO

Giorno 1 _ 10.05.2022

 

Città della Pieve

La study trip in Umbria inizia con un incontro nel Palazzo della Corgna, la più rilevante delle dimore signorili di Città della Pieve, sede del GAL Trasimeno, organizzatore dell’evento,  per i saluti istituzionali e di benvenuto agli ospiti a cura del Sindaco Fausto Risini e del Presidente del GAL Trasimeno Orvietano, Gionni Moscetti, e per la presentazione del programma dei lavori delle due giornate a cura della direttrice del GAL Francesca Caproni.

Località San Feliciano – frazione del comune di Magione (Perugia)

La prima visita si è svolta presso gli stabilimenti di lavorazione e trasformazione del pesce della Cooperativa Pescatori del Trasimeno di San Feliciano, in cui si sono potute osservare tutte le tappe della filiera produttiva.

La Cooperativa Pescatori del Trasimeno nasce nel 1928 con l’obiettivo di migliorare le condizioni economiche e la qualità di vita dei soci pescatori. E’ composta da una forza lavoro di circa cinquanta persone, tra soci e dipendenti, che,  dopo una passata fase di declino,  nell’ultimo decennio, complice la crisi del 2008, ha mostrato una nuova vitalità con un importante ricambio generazionale.

 il Lago Trasimeno, caratterizzato da un’ecosistema fragile nel quale i soci pescatori vivono in perfetta simbiosi e armonia tutelandone gli equilibri attraverso una pesca pienamente sostenibile.

I soci, oltre a preservare il mestiere del pescatore di professione, conferiscono quotidianamente il pescato al magazzino della Cooperativa, garantendo l’approvvigionamento della materia prima, nel laboratorio di trasformazione, in cui viene lavorata e successivamente distribuita con mezzi propri (autorizzati al trasporto del pesce fresco e congelato) agli operatori del settore turistico-ricettivo del territorio, ai punti vendita privati e a domicilio.

La Cooperativa Pescatori del Trasimeno offre inoltre attività di Pescaturismo con escursioni sul Lago Trasimeno per battute di pesca con tecniche tradizionali, e attività di ristorazione nella Locanda dei Pescatori del Trasimeno, locale nato dalla ristrutturazione del vecchio punto vendita ed attracco di S. Arcangelo di Magione e oggi adibito a pescheria e ristorante.

 

 

Località Sanfatucchio – Castiglione del Lago (Perugia)

La seconda tappa della giornata è stata la visita dell’azienda agricola Relais La Cerreta, situata sulle colline del Lago Trasimeno, la quale rappresenta un’importante realtà nel territorio Umbro. L’azienda si occupa di coltivazione, allevamento, produzione di biogas e turismo agropastorale. Per quanto riguarda l’attività di allevamento, l’azienda dispone di mucche di razza Frisona, per la produzione di latte, e di Vitelli Angus allevati in stato semibrado per la produzione di carne. Completano gli animali delle fattoria gli struzzi allevati per le uova e per attrazione all’interno della fattoria didattica dell’azienda. Durante la visita ci si è soffermati particolarmente sui sistemi di produzione e riuso delle risorse nell’ottica dell’autoconsumo e della circolarità, come ad esempio l’impianto di produzione di biogas presente all’interno dell’azienda e sugli impianti fotovoltaici presenti sulle stalle che alimentano  il fabbisogno energetico dell’azienda.

Il processo di digestione anaerobica è utilizzato per convertire in energia elettrica e termica (cogenerazione) la sostanza organica contenuta nelle matrici immesse nel digestore. La produzione di Metano che viene generato da tale procedimento alimenta un motore che a sua volta movimenta un generatore di corrente che viene immessa nella rete di distribuzione. I prodotti che l’azienda utilizza sono i reflui zootecnici provenienti dall’allevamento di vacche da latte e da masse vegetali insilate provenienti da colture locali secondarie.

L’energia elettrica che arriva  alla rete quindi è indubbiamente prodotta a basso impatto ambientale considerando che le immissioni in atmosfera di gas di scarico sono minime e che la risultanza delle masse vegetali fermentate (digestato) sono un ottimo concime organico naturale, ammendante del terreno che contribuisce inoltre al mantenimento di una tessitura utile ad evitare il dilavamento e il depauperamento del suolo.

Questo processo rappresenta un circuito virtuoso in cui l’energia tolta alla terra attraverso le colture viene restituita con prodotti e pratiche agronomiche adeguate alle esigenze del territorio.

La prima giornata della Study Trip in Umbria si è conclusa a Castiglione del Lago con la visita al Palazzo della Corgna, il quale rappresenta il museo più importante del Comune.

Dopo aver visitato il percorso museale del Palazzo della Corgna, caratterizzato da otto sale affrescate, ricche di dipinti realizzati tra il 1574 ed il 1590, si è proceduto con una passeggiata fra le mura della Rocca Medievale, fortezza dalla caratteristica forma a pentagono irregolare, che sorge sui resti di una acropoli etrusca, e che “domina” letteralmente tutto il lago Trasimeno.

 

 

Giorno 2 _ 11.05.2022

Orvieto

La seconda giornata dello study trip in Umbria, si è svolta ad Orvieto, iniziando con la visita guidata al pozzo di san Patrizio, situato nel centro storico della città, seconda attrazione cittadina dopo il Duomo. Il pozzo di San Patrizio venne realizzato nel XVI secolo per garantire acqua alla cittadina in ogni momento dell’anno, in caso di calamità oppure per un prolungato stato di assedio. Particolare la sua architettura, intorno alla canna del pozzo infatti girano a spirale due scale a chiocciola progettate in maniera tale da decorrere sovrapposte l’una all’altra senza però comunicare tra loro: ciò serviva a far si che le persone con i muli che si recavano nel fondo del pozzo ad attingere acqua non intralciassero il cammino di chi, dopo essersi procurato l’acqua, stava risalendo in superficie.

 

 

Seconda tappa prosegue con la visita alla TOO italy, azienda di moda, con sede e laboratorio di produzione ad Orvieto. Il Brand è famoso a livello europeo per il loro “MADE IN ITALY GIOVANE, CHE RECUPERA MATERIALI DI SCARTO E LI TRASFORMA IN MODA”. L’azienda lavora artigianalmente i materiali di scarto facendoli diventano oggetti unici di moda, tra i principali protagonisti degli oggetti targati Tooitaly, c’è il linoleum bullonato

 

A seguire la visita al Duomo di Santa Maria Assunta in Cielo di Orvieto: maggiore attrattiva della città. La cattedrale rappresenta una straordinaria sintesi tra architettura, scultura, arti decorative e pittura, considerata un gioiello dello stile romanico-gotico. Il Duomo è famoso per la ricchezza della sua facciata, la quale colpisce immediatamente per lo slancio delle guglie, l’oro dello sfondo dei mosaici, il rosone e i portali bronzei.

 

La quarta tappa della seconda giornata della study trip si è svolta alla Basalti Orvieto, azienda leader in Europa nell’estrazione, la lavorazione e la trasformazione del minerale basalto. Con una trentennale esperienza nella produzione di aggregati di prima categoria, la proprietà diversifica la sua produzione nel campo dell’architettura, affidando  la lavorazione dei blocchi del basalto ai maestri della lavorazione delle pietre ornamentali e investendo inoltre nella ricerca attraverso collaborazioni con esperti del settore ingegneristico e consulenze con atenei e centri di ricerca applicata.

La Basalti Orvieto è conosciuta per la produzione della fibra di basalto, prodotto innovativo che può essere utilizzato in diversi ambiti, dall’edilizia al agricoltura, passando per l’industria automobilistica e quella aerospaziale. Si tratta di un prodotto naturale con un’impronta ecologica molto ridotta. L’azienda è specializzata inoltre nella produzione della “Farina di Basalto”, da cui si ottengono un’ampia gamma di prodotti naturali con certificazione AIAB, che provengono dalla terra con utilizzo nell’agricoltura biologica. La Fibra di Basalto si ottiene tramite un processo di macinazione; trattandosi di un materiale di origine vulcanica, è ricca di silicio, potassio, ferro, calcio e magnesio, elementi che ripristinano i nutrienti del suolo, garantendone la sua fertilità e allo stesso tempo proteggendo le piante e le colture sia in maniera diretta, come barriera fisica, che indiretta grazie, alle sue proprietà nutritive e biostimolanti. L’azienda è attenta all’utilizzo del suolo che rappresenta il sito della cava:  infatti,  le parti non più utilizzabili per l’estrazione dei materiali, vengono convertite e adattate alla piantumazione di alberi da frutta.

 

 

La giornata si è conclusa con la visita al laboratorio dell’Orvietan, un amaro erboristico, prodotto attraverso una lunga infusione a freddo di 25 erbe officinali. Le erbe vengono raccolte seguendo scrupolosamente il giusto tempo balsamico, l’ideale per trarne i principi attivi e dopo l’essiccazione vengono selezionate e miscelate secondo la ricetta segreta. L’Orvietan dopo essere stato passato in piccoli torchi e poi filtrato con telo, viene lasciato in botti di legno per almeno un anno prima dell’imbottigliamento. L’amaro possiede numerose proprietà, garantendo diversi benefici: favorisce la digestione, stimola la regolarità intestinale ed ha inoltre effetti tonici sull’organismo.

La produzione dell’Orvietan inizia nel 1603, con Girolamo Ferranti, il primo a farsi chiamare “L’Orvietano”, la storia dell’omonimo elisir che divenne presto famoso in tutta Europa, particolarmente in Francia. Inserito nei trattati di farmacopea, era venduto come un vero e proprio medicinale, antidoto contro gli avvelenamenti.

 

 

Ultimo aggiornamento

31 Agosto 2022, 11:47