Quinto incontro Distretto BioSlow della Sardegna: “l’agricoltura biologica volano per lo sviluppo sostenibile”.

Data:
30 Marzo 2021

Proseguono gli incontri per la costituzione del Distretto BioSlow della Sardegna.

Domani, mercoledì 31 marzo 2021 alle ore 17,00, si terrà il 5° incontro online per la costituzione del Distretto. Per partecipare ci si può collegare sulla piattaforma teams al link https://bit.ly/2PkYYSK

A confermare la validità della scelta di promuovere la costituzione del Distretto BioSlow della Sardegna arriva anche la decisione della Commissione Europea che, giovedì 25 marzo scorso, ha presentato un piano d’azione per promuovere lo sviluppo dell’agricoltura biologica. L’intento è quello di favorire la produzione e il consumo dei prodotti biologici per raggiungere l’obiettivo di avere un quarto dei terreni agricoli europei convertiti al biologico entro il 2030, con un significativo incremento anche dell’acquacoltura biologica.

L’ulteriore espansione dell’agricoltura biologica, ha affermato la Commissione,  permetterebbe all’UE di contenere le emissioni climalteranti per arrivare alla neutralità climatica entro il 2050, in linea con gli accordi di Parigi. Raggiungere una quota biologica del 25% dei terreni agricoli in questo decennio proteggerebbe anche le api e garantirebbe la conservazione della biodiversità.

Diverse le azioni previste per promuovere il consumo di alimenti biologici, da azioni di informazione, all’inserimento del bio nelle mense scolastiche, fino all’organizzazione di una “Giornata della produzione biologica” nell’UE. Anche il settore privato può svolgere un ruolo significativo, ad esempio premiando i dipendenti con “buoni bio” che possono essere utilizzati per acquistare alimenti biologici.

Nel piano d’azione anche il sostegno alla creazione di “Biodistretti” capaci di favorire lo sviluppo di reti indirizzate a promuovere un turismo “bio” collegato alla capacità di accoglienza delle aziende agricole.

Attualmente circa l’8,5 % della superficie agricola dell’UE è coltivata con metodi biologici e l’Italia è ai primi posti, con una superficie che raggiunge il 15,5%. Nel nostro paese, la maggior parte della superficie bio è coltivata nelle regioni del Sud (circa il  64 per cento), seguite poi dalle regioni del Centro con il 21 per cento e in coda troviamo quelle del Nord con il 15 per cento. Il maggior numero di operatori si trova anch’esso nelle regioni meridionali e nelle isole, con circa il 60 per cento dei produttori e il 41 per cento dei trasformatori. Sicilia, Calabria e Puglia, detengono il primato sia per numero di operatori presenti sul territorio che per superficie coltivata. La Sardegna si colloca al 7° posto con un’incidenza della superficie agricola dedicata al bio che è pari a poco più del 10% (contro quasi il 27% della Sicilia, il 35,1% della Calabria e il 20,5% della Puglia).

Le regioni del sud Italia sono sicuramente le realtà dove è più semplice, e più conveniente, praticare l’agricoltura biologica, dove le condizioni climatiche sono le più favorevoli: in quest’ambito la Sardegna può convenientemente puntare a diventare “Isola Bio”, valorizzando le sue eccellenze enogastronomiche e la sua capacità di accoglienza, caratterizzandosi per la proposta di un “lifestyle” bio&slow.

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Ultimo aggiornamento

30 Marzo 2021, 10:22