GASTRONOMIA

Gastronomia

 

L’area dei territori del GAL campidano è caratterizzata da una grande varietà enogastronomica dovuta in particolare ai diversi fattori ambientali e storici che hanno influenzato le tradizioni culinarie locali. Primo prodotto è il pane tipico della zona, il civraxiu. La maggior parte dei piatti è tramandata dalla tradizione del posto e sono prodotti tipici delle economie povere del territorio di un tempo: piatti preparati con cereali legumi, verdure e carni da cortile, e insaporiti con olive, carciofi, o semplice olio di oliva. Parlando ancora di malloreddus e gnocchetti che hanno la loro origine nel grano del campidano. Seguita anche da lumache, asparagi, cardi e numerosi formaggi. Infine i dolci di mandorle, il miele e lo zafferano, quest’ultimo considerato di elevatissimo pregio, con San Gavino primo produttore. La produzione agroalimentare dei territori del GAL Campidano è varia grazie al favorevole clima e suolo agricolo, caratteristiche che hanno storicamente influito sulle attività tradizionali fortemente incentrate sull’agropastoralità. La tradizione culinaria infatti è improntata su prodotti derivati dalla terra dalla carne a dal latte. Le caratteristiche del territorio prima citate favoriscono in particolare i prodotti dell’orto e dei campi: il carciofo è uno dei prodotti più noti, e la sua varietà spinoso sardo è tra i più apprezzati ed è prodotto di punta delle cucine isolane. Il carciofo dal 2011 ha ottenuto il marchio DOP, e anche in Italia lo spinoso risulta il più consumato a crudo sia per il suo gusto che per le sue proprietà nutrizionali e depurative. Non sono da meno i pomodori locali, sia da mensa che per lavorazione industriale, nel quale i produttori sono orientati all’uso della lotta biologica integrata. Anche l’asparago è una cultura che ha origini antiche ed è tipica del territorio. È protagonista della sagra dell’asparago che si svolge a Serrenti. Varie varietà anche di frutteti e agrumeti, caratterizzano le aziende e le campagne dei comuni dell’area interessata. Anche la coltivazione di frutta e agrumi ha un ruolo importante nell’area, in particolare grazie alle pianure ricche d’acqua. La frutta viene consumata fresca o trasformata in marmellate, dolci e liquori. Pesche, pere, arance e limoni i più prodotti. Ruolo importantissimo nel sistema agricolo hanno i cereali e i legumi. In particolare i legumi, considerati in antichità la carne dei poveri, hanno avuto una riscoperta da parte degli agricoltori del territorio e sono stati anche tutelati e creati dei sistemi per incentivare l’aumento della produzione. Tra i cereali coltivati, oltre quelli standard come grano e orzo, bisogna ricordare il riso, coltivato in particolar modo a San Gavino, in cui vengono curate tutte le fasi della filiera, dalla produzione alla commercializzazione, e Pabillonis. Non possono mancare gli oliveti con la produzione delle olive e dell’olio extravergine di altissima qualità, con alcuni olii riconosciuti con il marchio DOP. Stessa importanza ricopre la vite e la produzione di vino. La varietà e la ricchezza dei pascoli offrono una grande varietà di carni e formaggi come pecorino caprini caciotte e la ricotta, da accompagnare con il pane locale civraxiu. Le carni vengono anche trasformate in salumi e insaccati come prosciutti, salsicce, mustela, lardo, guanciale ecc. Ultimi, ma non per importanza, i dolci tipici di mandorle, il miele e lo zafferano. Quest’ultimo, favorito dal clima temperato, viene chiamato anche oro rosso, e la sua coltivazione è passata dal livello familiare a quella industriale. La coltura è particolarmente numerosa a San Gavino.

Ultimo aggiornamento

26 Maggio 2021, 17:58